AMPLIFICAZIONE
Il ruolo dell'amplificatore
Funzionamento
Valvolare e transistor
L'accensione
Gli altoparlanti
Diffusori
Funzionamento di un altoparlante
Speacker cabinets
Le valvole
Valvole preamplificatrici
Valvole sfasatrici
Valvole rettificatrici
Valvole finali
Analisi della valvola
Il preamplificatore
Sistemi operativi
Controlli
Output
Programmazione
Send & Return
Direct Outputs
Il finale
Conclusioni

Sound Processing
Costruzione degli effetti
La distorsione
Guadagno del canale
Distorsore
Overdrive
Regolazioni e abbinamenti
Fedback
Il compressore
Limitatori
Compressori
Consigli d'uso
Collegamenti
L'equalizzatore
Equalizzatori attivi
Equalizzatori passivi
Equalizzatori grafici
Equalizzatori parametrici
Consigli d'uso
Pedali di controllo
Pedale del volume
Pedale di espressione
Pedale Wah Wah
L'octave
Pitch transposer
Harmonizer
Noise Gate
Phaser & Flanger
Chorus
Delay
Delay: esempi
Riverbero
Tipi di Riverbero
Room e Chambre
Hall
Plate
Gate e Reverse
Controlli
Consigli d'uso

Midi
Setup Base
Setup a pedali
Un po' di storia...
Esempi di setup a pedali
Sistema a Rack
Esempi di setup a Rack
Utilizzo del mixer nel setup
Conclusioni
Unità e Pedaliere multieffetto
Il Multieffetto
Pedaliere di controllo Midi
Simulazione valvolare
Amplificazione del 21° secolo
Guitar synth
Virtual guitar
Amplificare l'acustica
Uso dei microfoni
Pick-ups magnetici
Pick-ups piezoelettrici
Il feedback
L'amplificazione



...search in soundme:
  
Ricerca personalizzata

In questa sezione analizzeremo tutto quello che concerne la costruzione di un proprio setup personale. Il termine setup indica l'accoppiamento tra chitarra, effetti e amplificazione, con particolare riguardo all'effettistica. Prima di tutto, però, diamo un rapido sguardo al midi termine che indica il sistema di comunicazione usato per comunicare tra le varie apparecchiature digitali.

MIDI

Analizziamo la terminologia della sigla MIDI, vista più volte precedentemente. Il MIDI è un acronimo di Musical Instrument Digital Interface (interfaccia digitale per strumenti musicali). Questo è un sistema di comunicazione creato con lo scopo di permettere lo scambio di dati e comandi tra i vari sintetizzatori, ed è standardizzato a quasi tutte le case costruttrici di strumenti musicali, in quanto dà la possibilità ad una apparecchiatura di tale marca di scambiare informazioni con un altra apparecchiatura diversa (non solo in marca ma magari anche come caratteristiche di lavoro). Anche per le unità multieffetti tipiche del chitarrista il MIDI permette quindi la possibilità di crearsi un setup con apparecchiature diverse fra loro, e questo è fondamentale per la costruzione di un proprio suono personale. Lo scambio di informazioni avviene tramite apposite uscite ed entrate (Midi in - Midi out - Midi thru) presenti su tutte le apparecchiature che permettono lo scambio dei dati, e vengono collegate tra loro da appositi cavi (cavo Midi). Una buona precauzione è quella di non collegare più di quattro o cinque unità, pena la possibile perdita di sicurezza nello scambio dei dati, anche se è possibile aumentare il numero dei collegamenti se in questi passano solo informazioni di program change (cambio di programma) come vedremo dopo. Analizziamo i connettori (chiamati anche prese o porte) Midi.

  • Midi in. In questo connettore devono essere inviati i dati che interessano all'apparecchiatura, come possono essere i program change o specifici controlli per dei programmi interni, provenienti da altre apparecchiature e/o anche da una pedaliera di controllo Midi.
  • Midi out. Escono da questa porta i messaggi dell'apparecchiatura da inviare ad altre unità Midi.
  • Midi thru. Tramite questo connettore viene inviata all'esterno una copia esatta del segnale Midi immesso nell'apparecchiatura attraverso il Midi in. I collegamenti di solito sono questi: alla porta Midi in viene inviato il segnale Midi, mentre all'uscita Midi thru si collegano le altre apparecchiature. In molti casi le porte Midi out e Midi thru sono complementari, fanno cioè parte di una singola presa (Midi out-thru).
Ad ogni apparecchiatura può essere impostato un canale di ricezione Midi, definito come Midi channel. Nel caso si usino più apparecchiature collegate alla stessa linea Midi e si vuole comunicare ad ogni unità una serie propria di messaggi, questo si ottiene impostando appunto un Midi channel ognuna. Vediamo il grafico sottostante.

Unità A B C D E F
Midi Channel 1 2 3 4 5 6

Come si può vedere nello schema sopra, ad ogni unità ho assegnato un canale Midi. Facciamo un esempio: l'unità A comunica un dato specifico per C sul canale 3 mentre ne comunica un altro per B sul canale 2. Così facendo non rischiamo di mandare informazioni sbagliate (o inutili) alle varie apparecchiature che sono collegate. L'utilità di questo sistema è enorme in quanto permette chiaramente una comoda gestione di un complesso sistema a rack.

Setup Base

Si può identificare come setup base l'accoppiata chitarra - amplificatore. E bisogna dire che in molti casi questa è sufficiente a creare un buon suono, sicuramente non versatile, ma semplicemente adatto a questo o a quel genere musicale, a seconda del tipo di filosofia costruttiva della chitarra e dell'ampli stesso. Un sistema comune negli anni 50'-60', anche perchè in quei tempi l'elettronica non era sviluppata a tal punto da permettere lìuso dei comuni effetti che oggi conosciamo. Un sistema in alcuni casi utilizzato anche oggi che siamo nel duemila, grazie ad un ritorno di moda di sonorità tipiche degli anni passati, sonorità non facilmente ottenibili anche con i moderni (e complessi) sistemi a rack, basati, questi ultimi, su di una tecnologia moderna.
Se vogliamo quindi ottenere un suono classico (ad esempio un suono tipico Rock&Roll), basta accoppiare una buona semiacustica, possibilmente a cassa bassa (tipo Gibson 335, per interderci) e un qualunque amplificatore a valvole, possibilmente riedizione vintage anni 50'-60'. Tra l'altro, oggi molte case produttrici hanno in catalogo modelli vintage. Se questi possiedono poi anche un buon riverbero a molla ed un buon vibrato, il gioco è fatto.
Tornando agli anni 50', i chitarristi cercarono ben presto nuove soluzioni timbriche, e questo avvenne grazie all'uso dei cosiddetti pedalini. Nella pagina successiva vedremo di analizzare i setup proprio in base a questo tipo di effettistica.


iniziale

torna all'inizio della pagina


Print

Pagina successiva